
Il problema dello smaltimento degli involucri dei prodotti si fa sempre più pressante. La direttiva 94/62/EC sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio tenta di armonizzare i provvedimenti emessi dagli Stati Membri. In particolare, si cerca di prevenire la formazione dei rifiuti e si incoraggia lo sviluppo di sistemi di riutilizzo e di raccolta differenziata.
È interessante in questo caso l’esperienza del Portogallo.
Il sistema di smaltimento del paese lusitano è basato sulla politica delle 3 R: Ridurre, Riutilizzare e Riciclare.
La particolarità del sistema è però l’uniformità del modello di raccolta basato sugli ecoponto.
I punti di raccolta presentano infatti, in tutto il paese lo schema con i tre colori base Verde (vetro) Blu (carta/cartone) Giallo (plastica/metallo/Tetra Pak) a cui si sta aggiungendo progressivamente un quarto Rosso (pile, batterie).
La società PontoVerde (SPV)[1] riferisce che non è stata fatta nessuna legge in proposito, ma che la diffusione dello schema dei tre colori è avvenuta in maniera spontanea a livello nazionale. Ad oggi in tutto il Paese è presente la medesima struttura di raccolta senza differenza fra le varie amministrazioni locali.
Questa uniformità ha permesso di intraprendere un’azione incisiva verso le industrie e le catene commerciali per sollecitare l’adozione di una segnaletica corrispondente su pacchetti imballaggi e involucri, indicando in quale contenitore depositarli dopo l’uso. La società SPV si spinge nel dettaglio e raccomanda che nel caso l’imballo sia composto da materiali diversi, di etichettarli separatamente. Non esiste attualmente alcun obbligo di legge per i produttori, ma SPV richiama al loro senso di responsabilità sociale ed ambientale.
Il principio ispiratore è stato quello di dare al consumatore l’informazione che necessita per comprendere le regole elementari per la raccolta differenziata.
Risulta evidente la differenza con la situazione del nostro paese, dove nello stesso comune anche le campane del vetro assumono a volte colori diversi. Questo genera confusione nel cittadino, che si trova in difficoltà nel comprendere in quale contenitore gettare un certo tipo di rifiuti e non facilita le informazioni che spesso sono scarse e mal segnalate.
Un’iniziativa a livello nazionale simile a quella Portoghese permetterebbe di semplificare lo schema e di introdurre un’etichettatura dei prodotti attraverso una segnaletica chiara e non equivoca.
Il caso dei contenitori dei liquidi (come il cartone della latte) è emblematico: spesso non si sa dove gettarlo se nella plastica o nella carta. Se fosse attiva l’etichettatura al primo dubbio basterebbe guardare il bollino presente sul prodotto e l’operazione di scelta sarà molto più semplice.
In un momento in cui si dibatte su come incrementare la raccolta differenziata, occorre dare risposte semplici e precise e attivare iniziative concrete che portino ad una riduzione della quantità di rifiuti da smaltire.
Da una parte cercare di diminuire gli imballaggi superflui, almeno quelli non riutilizzabili: dall’altra intraprendere un’iniziativa nazionale che identifichi per ogni prodotto il suo ciclo di smaltimento all’origine ovvero già in fase di etichettatura.
In ultima analisi, il bollino può essere un sistema da indicare sui contenitori che favorisca la raccolta differenziata e come insegna il Portogallo, è semplice da fare con un costo quasi nullo.
Per saperne di più:
http://europa.eu/scadplus/leg/it/lvb/l21207.htm
[1] La Società Ponto Verde è una società privata no-profit nata nel 1996 per promuovere la raccolta selettiva e la gestione dei rifiuti in Portogallo
Ciao Lorenzo, complimenti per il post.
RispondiEliminavolevo parlare ri rifiuti nel mio blog, sei aggiornato sulla situazione di Firenze?